LUGLIO

C’È UN MARE FANTASTICO CHE TI ASPETTA… MA CI SONO AMICI IN SERIO PERICOLO DI VITA

Oramai la stagione produttiva sta per finire, possiamo dire per fortuna se siamo stanchi di correre avanti e indietro con melari & c. oppure un po’ tristi perche ci aspettavamo produzioni più cospicue. Ad ogni modo in questo mese anche le produzioni più tardive come eucalipto (se si riesce a farne, causa parassita Psilla) o castagno, per citarne qualcuna delle più diffuse, volgono al termine, e, salvo rari fortunati casi, i raccolti per quest’anno possono considerarsi terminati; quindi le operazioni da fare in apiario non sono dirette al conseguimento della produzione di quest’anno ma già rivolte all’anno prossimo. Ma se la prossima primavera è ancora abbastanza lontana, e prima c’è da sistemare il problema varroa che nei mesi scorsi non abbiamo considerato impegnati come eravamo nella produzione.
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E si, il desiderio di andarsene al mare c’è, dopo tanti mesi di duro lavoro, con il caldo che fa è naturale, ma le nostre amate piccoline sono davvero in pericolo di vita! È giunto dunque il momento di mostrar loro la nostra riconoscenza per tutto quello che ci danno. Innanzi tutto non mi stancherò mai di ricordare che non tutto è ammesso per la cura della varroa, e considerando che siamo dei produttori di alimenti, non bisogna prendere alla leggera questo fatto, magari chiedendo informazioni al tecnico dell’associazione per farsi consigliare nel giusto.
Una pratica molto diffusa e che comunque se affrontata correttamente permette di ripulire efficacemente le api dai pestiferi acari consiste nel trattamento con Apibioxal gocciolato (acido ossalico) in assenza di covata. Quindi innanzi tutto bisogna indurre negli alveari l’assenza di covata, questo è fondamentale, non ci sono scappatoie, anche ripetere più volte il trattamento non serve a nulla, e il blocco di covata dobbiamo indurlo o con l’ingabbiamento della regina oppure con l’asportazione di tutti i favi contenenti covata.
Sommariamente, se si tratta di ingabbiare, bisogna trovare la regina, se è marcata questo aiuta certamente, dopodiché introdurla in gabbietta (ne esistono di diverse appositamente costruite, grandi, medie, piccole e piccolissime) posizionare la gabbietta al centro della covata, avendo cura, specialmente per quelle piccoline tipo cinese che non cada sul fondo dell’arnia, magari assicurandola al favo con uno stuzzicadenti, quindi aspettare che tutta la covata sfarfalli (ci vogliono 24 giorni per esserne certi in maniera che anche eventuali fuchi le cui uova siano state deposte subito prima dell’arresto della regina vengano fuori dalle loro cellette). In alternativa possiamo come accennato prima asportare tutta la covata, con tutti questi favi ed un po’ d’api Effettuare il trattamento vero e proprio è di una facilità disarmante: basta sciogliere il farmaco Apibioxal in una soluzione 1:1 di acqua e zucchero seguendo le dosi riportate sulla confezione, dopodiché somministrarlo con una siringa senz’ago in dose di 5 ml per favo coperto di api gocciolato nello spazio interfavo (tra un telaino e l’altro).
È d’obbligo ricordare che se l’assenza di covata è stato realizzata asportando tutta la covata, gli sciami che andremo a costituire con tali favi avranno una carica di varroa elevatissima, in quanto la maggior parte degli acari si trova nelle celle di covata opercolata. Ad essi va concessa una cella reale matura, inserita 7 giorni dopo la loro formazione, avendo cura di eliminare eventuali celle reali d’emergenza da loro costruite; approfittando del fatto che ci vorranno circa 15 giorni prima che la nuova regina deponga, effettueremo un trattamento quando la covata sarà tutta sfarfallata, ovvero almeno 24 giorni dopo la loro costituzione. Per questi sciami però bisogna avere un po’ di attenzione visto la stagione avanzata: innanzitutto bisogna prevedere che in questo periodo c’è la possibilità che i fuchi comincino a scarseggiare, e quindi possiamo aspettarci una poco soddisfacente fecondazione delle regine, ma anche che non essendoci quasi nessuna fioritura in grado di far sviluppare queste famigliole si renderà certamente necessario nutrirle con sciroppo concentrato (soluzione 1:2 di acqua e zucchero).
Per gli alveari in cui si è praticato l’ingabbiamento si può approfittare del fatto che i favi non contengono più covata per eliminare quelli vecchi o danneggiati, essi si possono rimuovere contestualmente allo sgabbiamento della regina, o, se contengono miele che ci dispiace gettare (soprattutto perche in questo periodo di carestia è molto utile) è sufficiente spostarli all’esterno della famiglia, oltre il diaframma, (sempre nell’arnia però altrimenti scateneremo un saccheggio dalle conseguenze imprevedibili). In questo modo, verranno svuotati in breve tempo e potremo eliminarli alla prossima visita. Non è il caso di aggiungere fogli cerei visto che non essendoci raccolto non verrebbero costruiti, anche se la famiglia ci sembra molto popolosa è questione di qualche settimana, in breve le bottinatrici, ormai vecchie moriranno e il numero di individui che popolano gli alveari scenderà.
Sempre a disposizione per chi non ha afferrato alcuni concetti che ho spiegato, all’indirizzo di posta elettronica francesco.pugliese@apicoltoripugliesi.it